STREET PHOTOGRAPHY

”Non si puo´ dire quel che si vuol dire, ma si avra´ sempre da dire”. Quest´assunto sembra essere il motto ante litteram del genere fotografico chiamato Street Photography e in quanto motto volge verso un orizzonte, non conseguendo mai una meta. Difatti la ricerca espressiva in ambito artistico-fotografico e´ la piu´ potente delle ricerche umane perche´ non possiede un reale “fine” o meta, ma allarga il senso degli enti in quanto portatrice di “differenza” (diversita´ materica e differimento temporale). Questa differenza viene indagata quotidianamente dal fotografo di strada che si avvale dello strumento di maggior cura del luogo: la propria macchina fotografica che ruba e colleziona la temporalita´ tramutandola in oggetto, in scrittura. Questa scrittura rappresentata dalla fotografia di strada, incentivata anche dalla produzione di apparecchiature quali gli smartphone, e´ quello che potremmo definire “iperscrittura contemporanea”: milioni di immagini di strada o “per la strada” sono sparate ogni secondo nel ciberspazio. Questo fenomeno (o epifenomeno di Internet e suoi condotti) va compreso quale mega-prassi dell´uomo contemporaneo (mutato antropologicamente dalla verbalita´ dominante alla scritturalita´ dilagante). Questo e´ quello che cercano di evidenziare e fare gli audaci autori che si occupano di Street Photography.

Giuseppe Ferraina

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